nicknames
[parentesi ‘forse non tutti sanno che’ - ovvero: perché i personaggi che ogni tanto compaiono su questo blog si chiamano come si chiamano]
il Cesellatore.
“a zì” gli chiese una volta qualcuno “ma insomma co’ quella che te piace dell’università? come va? c’hai provato?”
”con calma, zì” fece spallucce lui “je sto a dà de cesello” - per dire che stava facendo un lavoro di fino.
mai stato un tipo da blitzkrieg, lui.
”trincea e logoramento. sempre“
il Dongiovanni.
non c’è davvero bisogno di spiegazioni, qui, ché il nome parla da solo: è il classico tipetto carino, pulito e ben educato che alle medie ti soffia la ragazzetta perché ha scoperto il gel prima di te - e lì per lì vorresti solo vederlo morto - ma poi, quando viene da te col sorriso a trentadue denti a raccontarti che il giorno prima ha visto il professore più temuto entrare nel sexy shop sotto casa sua, proprio non ce la fai a volergli male.
[personalmente ho scoperto questa sua dote sulla mia pelle, in quarto ginnasio: un giorno, del tutto casualmente, entro in palestra dieci minuti prima che inizi l’ora di educazione fisica e in lontananza, seduti sulle parallele, c’erano lui e la ragazza per cui all’epoca avevo una cotta pazzesca, e lui senza un minimo di tatto le stava slinguazzando un orecchio.
questa cosa l’ha sempre negata, ma io so cosa ho visto .__< ]
Re MangiaLardo.
un lunedì mattina, su una metro A stipata di gente che va al lavoro, il Dongiovanni sta andando in facoltà in giacca e cravatta (non mi ricordo nemmeno il perché, probabilmente doveva assistere a qualcosa di ufficiale) quando all’improvviso, a Cipro, sale MangiaLardo (più o meno MangiaLardo è il suo cognome, per inciso).
avvistato il Dongiovanni, lo chiama col tipico “aò!” del manzo romano, bello forte, poi si avvicina, gli dà una pacca sulla spalla e
”ma ‘ndo vai vestito tutto così” gli fa “in ufficio?”
”no, in facoltà”
MangiaLardo lo guarda: potrebbe dirgli o chiedergli qualunque cosa, a questo punto, da “non me dì, te fanno andà in facoltà in giacca e cravatta?” a “ma c’hai un esame oggi?”, passando per “che famo sabato sera?” - ma lui no, lui è un fuoriclasse, e la prima, primissima cosa che gli sembra davvero importante chiedere (a voce altissima, notare) è
”..ma te le scopi le segretarie, sì?”
mentre il Dongiovanni si copre la faccia con una mano (insieme a mezzo vagone della metro), l’altro mezzo scoppia a ridere. [#momentibelli, questi, di grande condivisione]
poche fermate dopo il fuoriclasse sta per scendere, quando un ragazzetto mai visto prima si avvicina, gli sorride e gli stringe la mano.
”te sei il Re!” si congratula con una pacca sulla spalla.
amen.
[il motivo per cui Psycho si chiama così - che potrebbe sembrare ovvio ma non lo è - meriterà un post a sé, prima o poi]
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elli-ott ha detto:
che cosa meravigliosa!
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cosanefaremodiquestaragazza ha detto:
Voglio un’altra magica avventura del giovane Psycho.
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A cosanefaremodiquestaragazza è piaciuto
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baobab4breakfast ha detto:
dicci di più di psycho, dicci di più.
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postato da zadienelmetro