Aprile 2013
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«Lo scrivi sì, lo scrivi o no il tuo romanzo erotico?»
(Baustelle, Le vacanze dell’ottantatré) cinquanta sfumature di «vaglielo a spiegà»
Marzo 2013
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«La smetta di frequentare il passato, cerchi di...
(Sostiene Pereira, Antonio Tabucchi)
il ritorno di Re MangiaLardo. a proposito di università, mononucleosi e oltre. tutto nasce da un «che fa mo’ tu sorella?» e da un ammicco di troppo – ignari, noi, che della purezza di sua sorella Re MangiaLardo è gelosissimo.
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(il mio futuro in casa editrice dipende dalla revisione di traduzione che sto facendo ora. traduzione da una lingua che non conosco affatto. bene così)
Somebody I used to know
S: insomma stasera andate a festeggiare la laurea di serena?
E: sì, in discoteca.
S: mi raccomando, eh, vestiti sciatta e truccati poco. non ti voglio trovare sul corriere, domani, sposata – chessò – a uno sceicco. uno alto, nero…
E: ..sì, e con un cazzo lungo così
S: e un conto in banca con una fila di zeri ancora più lunga
E: *geme* non dire queste porcate
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[a zadie piace] #5 - cambiare tutto, quando serve risento dopo un bel po’ di tempo, via mail, un’amica che era in classe con me al liceo. «sono partita per scrivere la tesi», scrive, «prendendo aspettativa dal lavoro di merda che avevo in italia. dovevo restare due mesi, quindi in pratica parto solo con lo zainetto sulle spalle, motivo per cui ad oggi mi tocca fare la lavatrice ogni...
la stagione dell’amore.
un paio di tizi, magari in metro, che dal nulla si alzano e si mettono a fare questo balletto sarebbero il miglior flash mob ever. ma proprio a mani basse.
(vogliamo anche fare un attimo mente locale, tutti insieme, sul fatto che battiato è diventato battiato nonostante ’ste mossette e nonostante sia l’essere più sgraziato del pianeta dopo marco...
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«Ci sono più mito e storia in una piccola onda del...
che in tutta l’acqua degli oceani messa insieme. […] È vero, i mari equatoriali sono più ricchi di pesci, di forme, di colori. Ma quando qui guardo sott’acqua i bei fondali di roccia chiara, le praterie coi nastri fluttuanti delle alghe posidonie che brillano nell’adamantina trasparenza della luce tirrenica, le distese di sabbia, i massi solitari e imponenti […], io mi sento...
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«Prima accetti che le cose non torneranno più come una volta, prima ricominci a vivere» (cit.)
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l’altro giorno, quando a roma e in mezza italia pioveva a dirotto e mia sorella era uscita portandosi via il mio ombrello, entro in un bar a prendere un cappuccino in attesa che spiova. al bancone, accanto a me, ci sono una signora e il figlio, un ragazzino che avrà sì e no quindici anni. quando arrivo io, è tutto preso dal raccontare alla madre la trama di un film. ragazzino: «..e poi lui...
collega: ma pure la ragazza tua è asociale come te?
io: no, lei è una persona normale. fosse per lei usciremmo più spesso, la maggior parte delle volte sono io che la trattengo
collega: e perché non ci scrive un libro? scusa, eh, forse è deformazione professionale, ma già me lo vedo, qualcosa tipo «che tu sia per me la palla al piede», boh, sarebbe interessante. diglielo, mi raccomando
sogni di sesso e guerre mondiali
«ormai mi sento come se non c’avessi più niente da perdere», dice M. tra un sorso e l’altro della sua heineken, «e la prima cosa che sto a perde so’ le inibizioni. l’altro giorno, dopo il turno al ristorante, ho fermato quella che lavora con me e j’ho detto “insomma, vané, quand’è che scopiamo?”, proprio così, diretto». S. beve anche lui e aspetta...
«Never love anybody who treats you like you’re...
(Oscar Wilde)
proprio ora, mentre io tiro un sospiro di sollievo perché la settimana è finita, quello che considero il mio migliore amico è ad amsterdam con gli amici, a godersi un meritato viaggio post laurea che ha ideato e organizzato senza chiedermi niente, quindi direi che se mi girano le palle è del tutto legittimo e vaffanculo, vado a farmi un tè.
quando tiri fuori il cellulare dalla tasca e sullo schermo, invece che sblocca, leggi sbrocca, forse è il caso che ti fermi e cominci a farti due domande.
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Febbraio 2013
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dio mio,
perché mi hai abbandonato fatto scoprire fruit ninja? proprio adesso che stanno tutti chiusi co’ ruzzle… non ero ancora abbastanza démodé, per i tuoi gusti?
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l'alimentari [questo sconosciuto]
padre: buongiorno, volevo del prosciutto cotto
salumiere: quello coi polifosfati va bene?
padre: (sussurra) polifosfati? e che sò? (pausa) ma che si pagano?
io: …
padre: …
io: ..no, non si pagano
padre: allora mi dia pure quelli, sì
«Le persone non dovrebbero stare insieme perché lo...
ma solo perché sì». (come? ..ma no che non c’entra san valentino, ti pare?)
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altro che «dirai Italo per dire treno». il DonGiovanni e il Biologo propongono il loro personale spot per Italo: trenta secondi per mettere in discussione il nome stesso del treno, perché – se solo «quando c’era lui i treni partivano in orario» – siamo proprio sicuri che Italo sia il nome giusto per garantire l’efficienza del mezzo? non sarebbe stato meglio chiamarlo in una maniera un...
straccetti di manzo
questa è una risposta [catastroficamente tarda, ma più onesta di quella che ho dato allora] a quest’ask qui. facciamo che per una volta non è la prima cosa che dici quella che conta? Andrea appoggiò la fronte alla vetrata, strinse gli occhi e provò a guardare fuori, ma niente: non c’era la luna e la notte al di là del vetro aveva inghiottito tutto, tanto era nera. Sembrava di essere davanti...
«Non si è mai così felici come quando si è...
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(si stava meglio quando eravamo solo contorni)
Gennaio 2013
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Vorrei far presente a chi di dovere che, se è vero che la Rowling ha avuto l’idea per la saga di Harry Potter durante un viaggio in treno da Londra a Manchester, io sono più di otto mesi che faccio su e giù tra Roma e Trento e l’unica cosa che mi è venuta in mente è un raccontaccio demenziale su un coglione che lavora a Disneyland col costume da Pluto e nel tempo libero si scopa le...
Dicembre 2012
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«Nessuno stronzetto che sa di potercela fare coi...
[Black Keys, intervista a Rolling Stone]
e diciamolo pure che vale in ogni ambito questa cosa, và.
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last love parade
Sono stato a Trento quest’anno per la prima volta. Era il 21 aprile e di quel viaggio ricordo tutto: il posto finestrino sulla freccia, il panorama che ti scorre davanti agli occhi e man mano cambia, il vicino che sfoglia il giornale, il primo caffè della giornata, la sensazione d’euforia che dà viaggiare di prima mattina. Soprattutto mi ricordo lei che viene a prendermi in stazione,...
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8 massimo
l’altro giorno, cercando in rete degli accordi per chitarra, mi è passato sotto gli occhi il testo di cuccurucucu e, con immenso disappunto, ho scoperto che a fare le famose «gesta erotiche» è un tale «squaw pelle di luna» – e non, come io ho semprecreduto, i fantomatici sqwap (?) e lady luna. motivi per cui dovrebbe essere battiato a conformarsi alla mia versione e non viceversa: • più...
collega: eh, 'sto periodo vivo soprattutto delle soddisfazioni che c'ho a casa, del tempo che passo con mia figlia piccola, che se dovessi campà delle soddisfazioni che mi danno qua dentro, guarda… se dovessi campà dell'amore che mi dà simone, per esempio…
Io: ma io te ne do, solo che è un amore metafisico, spirituale…
collega: sì, io t'ho visto all'opera a te, tu solo quando bevi grappa diventi spirituale
Fantastici appunti
L’apparato sessuale non è nient’altro che l’aspetto fenomenico della voglia di scopare.
god save the queen!
Novembre 2012
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pescatori di uomini. perché starsene al calduccio a casa quando è l’ultimo sabato notte utile per andare a far finta di pescare, alla darsena di fiumicino, prima del freddo di dicembre? ovvero: tanta (tantissima) umidità, un’idea troppo romantica del mare («eccolo il mare, zì, questo è il mare, du pezzi de legno che galleggiano»), diciotto birre e discorsi filosofici che spaziano dal...
Ogni grande storia d'amore inizia con un «..ma chi...
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Dopo un paio di settimane ti abitui al cibo scadente, al caffè nei bicchieri di carta, al pane che sa di plastica. Ti abitui alle corse per prendere la metro, a tutta questa gente che condivide poche centinaia di metri quadri ogni giorno e che non sa dirsi neanche buonasera. Ti abitui alla pioggia […]. Ti abitui ad essere puntuale, alla mancanza del bidet, ai musei gratuiti, al lavoro...
(io posso sopportare l’idea di fallire. davvero. di non essere abbastanza bravo. riuscirei ad assolvermi. quello che non potrei sopportare è l’idea di non averci provato abbastanza – l’idea che ci sarebbe stato qualcosa in più che avrei potuto dare e non ho dato)
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«Lezione uno: tutti si credono speciali.
Tutti, proprio tutti, ripensano al proprio passato come fosse una battaglia epica dalla quale sono usciti vivi per un pelo. E soprattutto alla mia età, fratellino, fanno della loro adolescenza una mitologia. Eppure se li osservi bene scoprirai subito il loro bluff. Ma quale battaglia e quale mitologia, loro hanno bisogno di sentirsi speciali, hanno bisogno di credere di non averlo sprecato quel...
Ottobre 2012
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«Ciò di cui ci pentiremo con il passare del tempo...
[Erlin Kagge, Filosofia per esploratori polari]
Settembre 2012
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